Il motto dei “nonni contadini”: il vino si fa nel vigneto e si completa nella cantina, è una grande verità.

Noi stiamo provando ad applicare tutte le vecchie pratiche contadine, quando la chimica non esisteva e se esisteva costava troppo e non se la potevano premettere.

In vigna dunque niente concimi chimici, solo organici, oppure sovescio di favino;

Niente diserbanti, niente antibatterici o sostanze similari.

Foto Nonno
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Diamo una grande attenzione ai trattamenti, farne il meno possibile, solo quando le condizioni climatiche lo impongono ed usando dal terzo in poi esclusivamente zolfo e rame. I trattamenti terminano alla fine di luglio.

La nostra potatura inizia a gennaio con la scelta dei tralci verdi che l’anno successivo diventeranno produttivi; L’impianto del vigneto è a filare; si completa poi tra febbraio e marzo successivo lasciando sui due tralci (uno a destra e l’altro a sinistra) le gemme necessarie a produrre 15-20 grappoli di uva (circa 3 kg di uva per vite).

Da maggio alla vendemmia, la mattina presto, in vigna si va ogni giorno, anche quando non c’è nulla da fare se ne approfitta per farsi una bella passeggiata, che fa sempre bene! E comunque qualcosina da fare si trova sempre! È molto importante seguire con cura ed attenzione tutte le fasi della crescita ed intervenire con rapidità quando è necessario.

Ci sono delle attività, tipo la scelta dei tralci produttivi per l’anno successivo, oppure un indizio di attacco batterico con relativo trattamento, che non permettono di indugiare e devi farle in quel preciso momento, a volte lo stesso giorno.

Occorre seguire passo passo la maturazione dell’uva, togliere le foglie nel momento giusto e dal verso giusto, indirizzare i tralci, cimarli, togliere i superflui; insomma, aiutare la vigna ad allattare i propri acini, come ogni mamma allatta i propri figli.

E cosi in cantina arriveranno uve sane e ben mature ed il lavoro di ‘completamento’ è tutto in discesa.

In cantina si effettua una ulteriore selezione delle uve, poi si va alla pigiadiraspatrice per i rossi ed alla pressa dolce per il bianco e si passa alla fermentazione che avviene ‘rigorosamente‘ con i lieviti posseduti dalle nostre uve e senza aggiungere qualsivoglia elemento estraneo. La nostra filosofia ci consente di produrre dei vini fortemente tipizzanti di questo territorio e diremmo che i nostri rossi sono unici sia come profumi che come tipologia di uva, in Italia e forse nel mondo.

 

Il nostro vino ogni anno ha delle sfumature diverse perché è vera espressione del ‘terroir’ da cui ha origine. Dopo le fasi di fermentazione e fino al mese di marzo effettuiamo frequenti travasi per far eliminare, il più possibile gli odori ed i sapori cattivi ed esaltare al massimo i profumi e aromi naturali più belli da sentire e gustare. Anche in questa fase, nei rossi, non aggiungiamo nessuno elemento chimico o di origine vegetale o animale, neanche il metabisolfito.

Nel bianco, nei primi tre travasi, aggiungiamo unicamente 5 mg per hl di metabisolfito e null’altro. Il bianco ad aprile s’imbottiglia, continua l’affinamento per almeno tre mesi e all’inizio dell’estate è pronto per i nostri palati.

I Rossi, invece, devono attendere la fermentazione malolattica, che di solito avviene a maggio, subito dopo s’imbottigliano e dopo circa sei mesi di affinamento anch’essi sono pronti per essere gustati. Se i nostri vini si fermano in bottiglia per un almeno un anno possono manifestare qualche traccia di residuo, ma anche questo è segno di naturalezza.

Foto Nonno

Uno sguardo al futuro seguendo la tradizione, questo puoi provarlo solo nei nostri vini.